Con il termine “ortodonzia mobile” classifichiamo una tipologia di ortodonzia che in realtà è composta da diversi tipi di terapie ortodontiche, tutte però accomunate dal fatto che durante la terapia vengono usate apparecchiature rimovibili dal paziente e quindi non fisse nel cavo orale.
Questi tipi di apparecchi sono quindi gestiti dal Paziente, nel senso che è il paziente che può decidere se o quando togliere l’apparecchio; capiamo bene allora che, specialmente se si tratta di terapie effettuate su bambini, avere un apparecchio mobile può rappresentare un’arma a doppio taglio.
Se da una parte è comodo il fatto di non avere un ingombro nel cavo orale 24 ore su 24 è bene tenere presente che se ci si approfitta di questa libertà e non si impiega l’ apparecchio per il numero di ore prescritto dall’odontoiatra, la terapia diventerà non efficace o comunque molto più lunga del previsto.
Parlando di vantaggi, l’ortodonzia mobile permette di liberare il palato durante i pasti, conferendo maggior libertà mentre si mangia e permettendo una migliore igiene orale con lo spazzolino da denti prima di re-indossarlo.
Questa mobilità richiede al contempo grande attenzione a non dimenticare l’apparecchio, cosa che avviene spesso nel caso dei bambini più piccoli, che lo abbandonano spesso a scuola o casa degli amichetti ecc…
Le apparecchiature mobili richiedono dunque una maggior attenzione e collaborazione da parte del Paziente, specialmente del Piccolo Paziente, e una bravura da parte dei genitori e dell’odontoiatra nel motivare i bambini e far loro capire l’importanza di ciò che stanno facendo!
Le apparecchiature mobili vengono confezionate in una moltitudine di forme e grandezze differenti, ma per semplificarne la spiegazione, possiamo dividerle in tre diverse tipologie:
- funzionale;
- ortodontica;
- di contenzione.
Gli apparecchi funzionali intervengono principalmente sulla crescita ossea e sull’attività muscolare (labbra, lingua ecc…), laddove questa risulti anomala. Questo tipo di ortodonzia è impiegata nei bambini e non può essere utilizzata dopo i 12-13 anni.
Si definiscono apparecchi mobili ortodontici, invece, quelle apparecchiature che, senza agire su ossa e muscoli, attraverso la spinta esercitata da molle o viti, determinano piccoli spostamenti dei denti. Questo genere di strutture hanno ovviamente un utilizzo limitato a piccole terapie sia in adolescenti che adulti.
L’ultimo tipo di apparecchi mobili sono le cosiddette contenzioni, ovvero delle placchette che vengono impiegate dopo aver finito una cura ortodontica e che vanno indossate la notte per periodi più o meno lunghi a seconda dei casi. Le placchette e servono a mantenere i risultati ottenuti durante una terapia fissa ed impedire la recidiva, ovvero la tendenza dei denti a tornare nella posizione iniziale.